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Archive for the ‘magazine’ Category


articoli

dic 5, 2011 Author: carofan | Filed under: magazine

intervista a Carolina dal quotidiano LA STAMPA, alla vigilia della finale del Gran Prix 2011

link articolo

ott 27, 2010 Author: carofan | Filed under: magazine
intervista in inglese dalla rivista IFS magazine

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Doppio Axel

set 26, 2010 Author: carofan | Filed under: magazine

in edicola la rivista
Doppio Axel

magazine

set 14, 2009 Author: carofan | Filed under: magazine
scan dall’articolo del giornale OGGI

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interviste, articoli

apr 14, 2009 Author: carofan | Filed under: Carolina News, magazine
articolo da TuttoSport del 9/4/09

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PIERO VALESIO
TORINO. Domanda: come sta Carolina? E’ in crisi o no? Ha elaborato il lutto di un Mondiale tremendo? Medita di aprire un chiosco sulla Sas­slong con versione estiva in Sardegna? Sgomberiamo dunque il campo, anzi la pi­sta, dai dubbi. Carolina è vi­va, vivissima. Sorride perfino con una naturalezza che non potrebbe inalcun modo essere frutto di finzione. Ha sorriso tanto, ieri sera al Palavela di Torino durante l’ultimo galà dell’anno, quando il pubblico le ha riservato la consueta grande ovazione: come se si trattasse (e forse è in effetti è proprio così) di un’amica che ritorna più che di un’atleta che una manciata di giorni addietro si è resa protagoni­sta di uno dei liberi più incre­dibili (nel senso che assisten­dovi era davvero difficile cre­dere che stesse succedendo davvero) della storia del pat­tinaggio. Dunque sorride, Ca­ro. Ma ancora non è venuta a capo di quanto è successo a Los Angeles. Un mostro che però, praticamente per la pri­ma volta, ha accettato di guardare negli occhi.

Carolina, lo sa che quel mo­stro è stato brutto per lei ma anche per chi l’ha guarda­ta?

«Lo so perfettamente. Sape­ste quanto ci ho pensato…»
 
Possiamo immaginarlo. L’interrogativo però resta lo stesso: cos’è successo?

«Non lo so, davvero. Ricordo solo che prima di scendere in pista ho avuto una sensazio­ne
 strana» 
Strana come? E quanto?

«Non saprei dire. Quando sei lì e manca poco alla partenza del tuo programma sei tal­mente concentrata sui primi passi da compiere che non presti molto attenzione al re­sto. Ma c’era qualcosa che mi suonava male».

Una sorta di presentimen­to?

«Forse. Però poi ciò che ha complicato tutto è stato il pri­mo salto. Quando ho toccato il ghiaccio con la mano ho per­so
 sicurezza. Non mi sentivo più io. Non so perché. In gara non mi era mai successo. Mai».

Almeno in un paio di attimi hai trasmesso la sensazione di volerti fermare.

«No, questo no. Non sarebbe stato corretto. Io sono uno che vuole combattere fino in fon­do. L’ho fatto anche a los An­geles
 ». 
E dopo hai pianto tanto.

«Tanto, sì, Perchè è emersa tutta la stanchezza accumu­lata in una stagione in cui ho
 lavorato tanto. Erano i Mon­diali… Poi sono uscita a cena con il resto della squadra ed è andata un po’ meglio»..

Sia sincera: mai pensato di chiuderla qui? Al diavolo i pattini, le fatiche, le ore di clausura per gli allenamen­ti.

«No, nemmeno per un attimo. Il pattinaggio è la mia vita. Me lo dice sempre la mia mamma: vai avanti con lo sport finchè ti diverti. E io mi diverto».

Urge a questo punto stilare
 un piccolo elenco di motivi ipotizzati dal vulgo sul per­ché Carolina fallisce nelle occasioni importanti.

«L’anno scorso non avevo avu­to problemi di questo tipo…»
 
Vero. Ma quest’anno sì, lun­go tutta la stagione. Ed es­sendo che il paese è piccolo e la gente mormora sono state ipotizzate alcune cau­se del suo ko. Prima causa: Carolina non vince perché pensa più al fidanzato che al pattinaggio.

«Falso. Alex (Schwazer
 ndr) non mi ha tolto sicurezza: me ne ha regalata. Direi che mi ha illuminata. Quando ho vi­sto la sua faccia al momento di partrire per le Olimpiadi di Pechino io ho detto a me stes­sa: voglio dare tutto per arri­vare alle mie Olimpiadi con una faccia simile, radiosa allo stesso modo. E poi Alex e io parliamo di tante cose, ci dia­mo tanto. Non ci togliamo nulla»: 
Ipotesi numero due. Caroli­na non vince perchè si alle­na nel modo sbagliato.

«Io vorrei tanto che chi dice queste cose venisse una volta a Oberstdorf a vedere come e soprattutto quanto mi alleno. Con quanta attenzione. An­che ai mondiali in allenamen­to era solida, senza problemi. Il problema si presenta nelle gare».

E ciò ci conduce all’ipotesi tre. Carolina non vince per­ché non è aiutata sul piano psicologico.

«Beh, questo è vero, Io non ho un coach «mentale». Ma ho intenzione di cambiare: Cer­cheremo la persona giusta che mi possa dare l’aiuto di cui ho bisogno sotto questo profilo».

Ipotesi numero quattro: Ca­rolina non vince perché non ha più voglia.

«Falso, falsissimo. L’ho già detto: il pattinaggio è la mia vita. la voglia che ho di patti­nare e di vincere è sempre la stessa».

Ma, psicologo a parte, qual­cosa dovrà cambiare.

«Ho parlato con il mio coach Michael Huth. Ci siamo con­frontotati e io gli ho detto: adesso ho solo bisogno di ri­lassarmi. Poi ci incontreremo e decideremo cosa fare nella prossima stagione. Adesso è presto».

Quest’anno un cambiamen­to in corsa non le ha porta­to fortuna.

«Davvero. Io avrei voluto pro­porre una versione del Lago dei Cigni molto moderna, molto particolare. Poi delle persone mi hanno consigliato di cambiare e io ho obbedito».

Chissà, forse avrebbe fatto meglio a disubbidire. E adesso?

«Adesso che la stagione è fini­ta me ne starò per un po’ a ca­sa mia, fra la mia gente. E poi riprenderò. E intano penso al terremoto a quello che è suc­cesso e mi dico: davvero ci so­no eventi molto, molto più gravi di quello che è successo a me ai Mondiali».
Scritto da: Heron alle ore 10:45 | link | commenti | categoria:
09/04/2009
Al Lancia Gala che si è svolto ieri sera al palavela di Torino Carolina si è presentata con un nuovo look
guarda il video su youtube link
ricordo che il gala verrà trasmesso Domenica di Pasqua su italia 1 alle 17.00

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Un’altro interessante articolo da la Gazzetta Dello Sport link

TORINO, 9 aprile 2009 – La stagione di Carolina Kostner finisce di fronte all’ennesimo “tutto esaurito” del Palavela: l’altoatesina, ultima stella in pista nel Gala Lancia Ice, pattina sulle familiari note di “Per te” di Jovanotti. Con la consueta grazia ed eleganza. Persino la delusione dei Mondiali di Los Angeles, con quel 12° posto che grida vendetta, pare dimenticata. “Ancora non so darmi una spiegazione di quanto successo – dice -: quel blackout non è da imputarsi nè al fatto che da qualche mese sono distratta perché fidanzata, nè all’ipotesi che mi sia allenata male, nè all’eventualità che non ho più voglia di far sport. Anzi: Alex Schwazer, il mio ragazzo, mi dà grandi motivazioni, nei giorni precedenti la gara, come hanno visto tutti, andavo come un missile e la voglia di pattinare non è mai venuta meno”. Tutto vero, tutto plausibile. La domanda, però, resta sospesa: perché una tale controprestazione? L’autorevole Chicago Tribune, commentando il flop di Carolina, ha scritto che qualcosa di simile, nella storia, era avvenuto solo con la statunitense Nancy Kerrigan ai Mondiali 1993, prima nel corto, nona nel libero.

RIUNIONE - “Un simile blackout – sostiene lei, uscita dalle prime tre del ranking Isu 2008-2009 – può forse avere motivazioni psicologiche. E’ per questo che, per il prossimo futuro, sto pensando a un motivatore. Ancora però non l’ho individuato”. Qualcuno, per interposta persona, s’è già offerto… Carolina, a Oberstdorf, ha lavorato con la tedesca Petra Weber, specialista proveniente dal mondo del ciclismo. Ma il rapporto s’è esaurito. Tante, oltre a questa, le decisioni da prendere. Confermato coach Michael Huth, nel tentativo obbligato di trovare maggior continuità, si potrebbe pensare a qualche collaborazione di peso, come accaduto nelle estati 2006 e 2007 con Alexei Mishin, allenatore di Evgeny Plushenko. Così come, archiviate le esperienze col portoghese Carlos de Borba e col fratello della moglie di Huth, ci sarà da cercare un preparatore atletico e da rinnovare i contratti scaduti del fisioterapista Francesco Sinelli e dell’insegnante di danza Laura Costa. Per questo e per altri motivi – mentre il presidente federale Giancarlo Bolognini, via lettera, potrebbe presto chiedere all’atleta aggiornamenti – la prossima settimana è in programma a Milano un incontro tra la Fisg stessa, i manager dell’atleta e i rappresentanti del suo club, le Fiamme Azzurre, dopo che Franco Ionta, presidente del gruppo sportivo, subito dopo Los Angeles, ha espresso telefonicamente a Carolina il proprio supporto.

PROGRAMMI - Da rivedere, eventualmente, la quantità degli impegni extra-ghiaccio, che l’hanno coinvolta pure negli ultimi giorni: martedì, a Milano, ha girato un nuovo spot per i grissini. La prossima stagione, per Caro, tra Giochi di Vancouver e Mondiali di Torino, potrebbe essere l’ultima della carriera. Anche per una questione di età: delle undici rivali che l’hanno preceduta ai Mondiali, solo tre sono più anziane… “Per ora – dice – farò un po’ di vacanza”. Non ai Caraibi, come qualcuno, per volere di sponsor, aveva pensato. “Starò a casa – sorride – a godere della mia famiglia”. Poi, quanto prima, ci sarà da studiare i nuovi programmi-gara. Per non ripetere il fresco errore del Lago dei Cigni, abbandonato in corso d’opera. Al lavoro, Carolina.

Scritto da: Heron alle ore 16:03 | link | commenti | categoria: carolina news
08/04/2009

Intervista a Carolina da La Repubblica link

di MATTIA CHIUSANO

Un black-out, certo. Non mi era mai successo, o meglio, non così intensamente. Fa parte dello sport, ma fino a quando non ti trovi dentro, non puoi capire“. Undici giorni dopo, Carolina Kostner rompe il silenzio. Torna su quell’incredibile notte ai Mondiali di Los Angeles in cui, dopo mesi di allenamento, non è riuscita ad azzeccare più nulla. Preda di un black-out, come Federica Pellegrini, come Fiorello. 
Sì, non so se la mia storia sia paragonabile a quella di Fiorello. Spero di no, per lui, perché quel che mi è toccato è bruttissimo. Niente, intendiamoci, rispetto alle vittime del terremoto“. 
Cosa le è successo? “Più che il vuoto, ho sentito una specie di confusione, l’incrocio di tante voci che ti mandano messaggi contrastanti, e tu non sai più cosa ascoltare. Sei vittima dell’indecisione“. Un’indecisione che colpisce anche il mondo dello spettacolo. 
Quando una persona dotata è serena, riesce ad esprimere felicità. Quando è tesa, anche per un dettaglio sbagliato, può perdersi. Difficile capire il confine tra adrenalina e tensione“. 
E’ prevedibile tutto questo? “Al mattino mi sentivo bene. Ma prima di cominciare la gara ho avvertito un presentimento“. 
Ha pensato di interrompere l’esercizio? “Mai: non volevo mica sparire. Ma ad un certo punto ho cominciato a soffrire per la paura di sbagliare“. 
Perché tante cadute? “Se lo sapessi, non le farei“. 
Le Winx, Cavalli: è troppo distratta? Avrei dovuto allenarmi meno e distarmi di più… Continuo ad avere fiducia in chi mi gestisce: ho dedicato solo tre pomeriggi ad un musical che ha avvicinato tantissimi bambini ai corsi di pattinaggio. In passerella? Ma quando mai?“.
E adesso? ”Prima dimentico, meglio è. Pattinerò oggi a Torino, dove l’anno prossimo ci saranno i Mondiali. Forse prenderò un mental coach. Anche questa volta mi rialzerò: la coreana Kim è umana, quindi battibile. Mi piace il suo allenatore, Orser, ma è difficile che lui si occupi di due atlete di vertice“. 

Cosa vi siete detti col suo tecnico Huth? ”Non abbiamo nemmeno parlato della gara. Gli ho detto: “Adesso mi prendo un po’ di pausa, poi decideremo“. 
Ma Huth sarà sempre il suo allenatore? ”Non ho ancora deciso. Ora mi faccio due settimane di vacanza. Con chi vorrà e potrà starmi vicino“. 

Questo per dire che il suo fidanzato Alex Schwazer è troppo impegnato? “Magari andrò io dove si trova lui.
Poi starò a casa dei miei genitori, il riposo più bello che ci sia“. 

L’intervista parallela alle “Iene” è stata molto criticata. “Non l’ho ancora guardata, né la guarderò“. 
Ma la rifarebbe? “Non necessariamente. Certo, dà ancora un po’ di fastidio che due ragazzi innamorati possano parlare liberamente in tv“. 
Alex l’avrà consolata con una delle sue battute fulminanti. “Certo. Ma non è quello che conta“. 
Che cosa allora? “Un suo abbraccio, che vale più di mille parole“. Come l’ha presa lui? “E’ dispiaciuto. Ma al ritorno mi ha detto, semplicemente, “Ti amo”. Il nostro non è un rapporto costruito sui risultati sportivi“. S’era capito… “Quando Alex è tornato campione olimpico da Pechino, era esattamente lo stesso ragazzo che conoscevo, ed amavo“. 
Fate progetti insieme? “Se la domanda è se vorrei un giorno dei figli, la risposta è sì. Se parliamo di figli con Alex, mi sembra ancora presto“.

Style Magazine

gen 1, 2009 Author: Heron | Filed under: magazine

Scan da articolo del mensile Style Magazine di novembre che potete torvare ancora in edicola

 
 

magazine

nov 6, 2008 Author: carofan | Filed under: magazine

dalla rivista -Gente- del 3 novembre

 

magazine

lug 27, 2008 Author: carofan | Filed under: magazine
grazie ad Antonella
per lo scan di un articolo-pubblicitario su Carolina, da SportWeek di qualche settimana fa

 

magazine

giu 18, 2008 Author: carofan | Filed under: magazine
scans dalla rivista CHI di questa settimana- in edicola fino al 24 giugno

 
 

gala, studio, Torino…

giu 13, 2008 Author: carofan | Filed under: magazine
In occasione della presentazione dello show di Torre Pellice-il prossimo 6 luglio- e degli eventi legati a Top On Ice , Carolina ha rilasciato delle interviste in cui parla dei suoi progetti, la sua vita e lo studio a Torino

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link articolo la stampa

di MARCO BOBBIO

TORINO
Anche i professori del Dams erano stupiti quando la vedevano agli esami: «Ogni tanto all’appello chiamavano il mio nome e poi si giravano a controllare che fossi davvero io» rivela Carolina Kostner, campionessa europea di pattinaggio, che quando sveste i panni dell’atleta indossa quelli di studentessa universitaria. «A Torino mi trovo bene – racconta -. E devo ringraziare il Top per l’aiuto che mi ha dato nello studio e nell’allenamento. E per avermi adottato». Proprio come testimonial del Torino Olympic Park, la Kostner ha partecipato ieri alla presentazione del calendario estivo delle attività nei siti ex Olimpici.

Carolina tornerà in Piemonte domenica 6 luglio, in occasione del Gran galà di pattinaggio «Summer Top on ice». Sulla pista del Cotta Morandini di Torre Pellice (che rimarrà aperta tutta l’estate), si esibiranno, oltre a lei, anche il campione italiano Samuel Contesti, il duo olimpico Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, oltre a una nutrita selezione di pattinatori internazionali, come il belga Kevin Van Der Perren e l’inglese Jenna Mc Crokell.

«Dopo il galà rimango a Torino per dare gli esami di filosofia e inglese, poi torno ad allenarmi: un mese ad Oberstdorf in Germania e un mese tra Svezia e Norvegia. Poi spero che il mio allenatore mi conceda qualche giorno di vacanza, anche se abbiamo programmato la prima gara ufficiale all’inizio di settembre. Il mio obiettivo? Confermare l’oro europeo e, perché no, puntare a una medaglia ai Mondiali». I biglietti per il Galà, che vanno dai 15 ai 25 euro, si possono acquistati on-line sul sito www.torinolympicpark.org. Parte del ricavato sarà devoluto agli alluvionati della Val Pellice.

Ma non c’è solo il pattinaggio nel calendario estivo di Top. «L’obiettivo è dare continuità alle attività invernali, allietare i turisti e aumentare le visibilità delle nostre vallate», spiega Tiziana Nasi, presidente di Top. A margine del congresso mondiale degli architetti, si svolgerà, dal 3 al 5 luglio al Palavela, un forum internazionale su «Impianti sportivi per grandi eventi e qualità urbana».

Sul trampolino di salto, a Pragelato, il 4 e il 5 agosto si terrà un gran prix internazionale; l’impianto sarà aperto tutta l’estate ai visitatori con l’offerta del «tubing», sorta di ciambelloni per provare il brivido della velocità sulla pista di erba sintetica. Anche la pista di bob di Cesana offre iniziative per il grande pubblico: si può viaggiare sulla struttura che ha visto i trionfi di Armin Zoeggeler in «taxi bob», condotti ai 100 all’ora da atleti-piloti, e in «bob kart», guidati dai visitatori. Inoltre, i siti ex Olimpici sono stati allestiti con totem e portali che ricordano il «look» dei Giochi, e a Pragelato e Cesana sono stati costruiti spazi «memorabilia» con cimeli di Torino 2006.

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link articolo L’Espresso

La star: dopo i Giochi mi sono innamorata di Torino

“Mi alleno sotto i portici sfrecciando sulle rotelle”

(m.trab.)

Per due mesi ha sfrecciato veloce, quasi in incognito, per i grandi viali della nostra città sui pattini (quelli a rotelle, da skate, non quelli su ghiaccio ovviamente) per andare ad allenarsi e all´università. Tornerà a farlo nei prossimi mesi, compatibilmente con l´attività agonistica. Perché Torino è diventata la seconda città di Carolina Kostner, campionessa europea di pattinaggio artistico e testimonial di punta del Top, la fondazione postolimpica.
I pattini sono anche il suo mezzo di locomozione preferito?
«È il modo più veloce per muoversi in città. Uso le piste per le biciclette, ma in centro giro anche sotto i portici».
E i torinesi la riconoscono?
«Beh, vado in giro piuttosto intabarrata anche perché tra la pioggia e il freddo in questi due mesi non è che si potesse fare diversamente. Però ai semafori qualcuno mi saluta. Dove mi riconoscono sempre è nei locali, la sera».
Quindi a Torino lei è riuscita anche a fare un po´ di vita notturna?
«Più che notturna, serale: mi piace andare in giro a prendere un aperitivo con gli amici che ho conosciuto all´università e poi magari andare a mangiare qualcosa insieme, un pizza o altro. Però poi sono stanca e rientro a casa presto».
La sua giornata tipo a Torino in questi mesi com´è stata?
«Studio e allenamento. Lo studio prima di tutto, ero a Torino per questo, così ho passato le giornate sui libri. Andavo avanti fino a quando resistevo, così poi mi veniva voglia di fare movimento fisico».
In quale palazzetto si è allenata?
«Niente ghiaccio in questo periodo, sono i mesi in cui si fa la preparazione fisica, molto in acqua, in piscina e poi in palestra. È fondamentale, la base per tutto il resto».
E lo studio, va bene come lo sport?
«Sono iscritta al Dams, mi piace. Ho già dato tre esami, storia, la prima parte di filosofia e la prima parte di inglese».
Voti buoni?
«Un 27, un 29 e un 30, per adesso sono soddisfatta. Avevo un po´ di paura anche perché non era sicura di riuscire a esprimermi bene. Invece è stato tutto molto più facile, i professori sono stati molto bravi anche se quando mi sono presentata agli esami qualcuno mi ha chiesto se ero proprio “quella” Kostner. Il mio fisioterapista adesso mi prende in giro perché dice che parlo anche italiano molto più spedita».
Altri esami in programma?
«Ne ho fissati due, l´8 e il 9 luglio dopo il galà di Torre Pellice. Poi spero di darne altri tre a settembre, prima dell´inizio della stagione delle gare. Così sarei in corso».
È difficile conciliare studio e sport?
«Per ora ce la faccio. La difficoltà più grande è quella che posso frequentare poco le lezioni e soprattutto rischio di non sapere se rimandano un appello e così via. Per fortuna ho trovato delle amiche che mi tengono informata su tutto».
Dopo questi due mesi cosa pensa di Torino?
«È una città bellissima, ci sto molto bene, ho conosciuto un sacco di gente simpatica. Me ne ero già innamorata durante le Olimpiadi».
Che però non erano andate benissimo.
«Sì, ma mi è servito anche quello, adesso ho imparato a gestire meglio la pressione della gara».

 
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