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intervista a Carolina dal quotidiano LA STAMPA, alla vigilia della finale del Gran Prix 2011
in edicola la rivista
Doppio Axel


Un’altro interessante articolo da la Gazzetta Dello Sport link
TORINO, 9 aprile 2009 – La stagione di Carolina Kostner finisce di fronte all’ennesimo “tutto esaurito” del Palavela: l’altoatesina, ultima stella in pista nel Gala Lancia Ice, pattina sulle familiari note di “Per te” di Jovanotti. Con la consueta grazia ed eleganza. Persino la delusione dei Mondiali di Los Angeles, con quel 12° posto che grida vendetta, pare dimenticata. “Ancora non so darmi una spiegazione di quanto successo – dice -: quel blackout non è da imputarsi nè al fatto che da qualche mese sono distratta perché fidanzata, nè all’ipotesi che mi sia allenata male, nè all’eventualità che non ho più voglia di far sport. Anzi: Alex Schwazer, il mio ragazzo, mi dà grandi motivazioni, nei giorni precedenti la gara, come hanno visto tutti, andavo come un missile e la voglia di pattinare non è mai venuta meno”. Tutto vero, tutto plausibile. La domanda, però, resta sospesa: perché una tale controprestazione? L’autorevole Chicago Tribune, commentando il flop di Carolina, ha scritto che qualcosa di simile, nella storia, era avvenuto solo con la statunitense Nancy Kerrigan ai Mondiali 1993, prima nel corto, nona nel libero.
RIUNIONE - “Un simile blackout – sostiene lei, uscita dalle prime tre del ranking Isu 2008-2009 – può forse avere motivazioni psicologiche. E’ per questo che, per il prossimo futuro, sto pensando a un motivatore. Ancora però non l’ho individuato”. Qualcuno, per interposta persona, s’è già offerto… Carolina, a Oberstdorf, ha lavorato con la tedesca Petra Weber, specialista proveniente dal mondo del ciclismo. Ma il rapporto s’è esaurito. Tante, oltre a questa, le decisioni da prendere. Confermato coach Michael Huth, nel tentativo obbligato di trovare maggior continuità, si potrebbe pensare a qualche collaborazione di peso, come accaduto nelle estati 2006 e 2007 con Alexei Mishin, allenatore di Evgeny Plushenko. Così come, archiviate le esperienze col portoghese Carlos de Borba e col fratello della moglie di Huth, ci sarà da cercare un preparatore atletico e da rinnovare i contratti scaduti del fisioterapista Francesco Sinelli e dell’insegnante di danza Laura Costa. Per questo e per altri motivi – mentre il presidente federale Giancarlo Bolognini, via lettera, potrebbe presto chiedere all’atleta aggiornamenti – la prossima settimana è in programma a Milano un incontro tra la Fisg stessa, i manager dell’atleta e i rappresentanti del suo club, le Fiamme Azzurre, dopo che Franco Ionta, presidente del gruppo sportivo, subito dopo Los Angeles, ha espresso telefonicamente a Carolina il proprio supporto.
PROGRAMMI - Da rivedere, eventualmente, la quantità degli impegni extra-ghiaccio, che l’hanno coinvolta pure negli ultimi giorni: martedì, a Milano, ha girato un nuovo spot per i grissini. La prossima stagione, per Caro, tra Giochi di Vancouver e Mondiali di Torino, potrebbe essere l’ultima della carriera. Anche per una questione di età: delle undici rivali che l’hanno preceduta ai Mondiali, solo tre sono più anziane… “Per ora – dice – farò un po’ di vacanza”. Non ai Caraibi, come qualcuno, per volere di sponsor, aveva pensato. “Starò a casa – sorride – a godere della mia famiglia”. Poi, quanto prima, ci sarà da studiare i nuovi programmi-gara. Per non ripetere il fresco errore del Lago dei Cigni, abbandonato in corso d’opera. Al lavoro, Carolina.
Intervista a Carolina da La Repubblica link
Questo per dire che il suo fidanzato Alex Schwazer è troppo impegnato? “Magari andrò io dove si trova lui.
Poi starò a casa dei miei genitori, il riposo più bello che ci sia“.
L’intervista parallela alle “Iene” è stata molto criticata. “Non l’ho ancora guardata, né la guarderò“.
Ma la rifarebbe? “Non necessariamente. Certo, dà ancora un po’ di fastidio che due ragazzi innamorati possano parlare liberamente in tv“.
Alex l’avrà consolata con una delle sue battute fulminanti. “Certo. Ma non è quello che conta“.
Che cosa allora? “Un suo abbraccio, che vale più di mille parole“. Come l’ha presa lui? “E’ dispiaciuto. Ma al ritorno mi ha detto, semplicemente, “Ti amo”. Il nostro non è un rapporto costruito sui risultati sportivi“. S’era capito… “Quando Alex è tornato campione olimpico da Pechino, era esattamente lo stesso ragazzo che conoscevo, ed amavo“.
Fate progetti insieme? “Se la domanda è se vorrei un giorno dei figli, la risposta è sì. Se parliamo di figli con Alex, mi sembra ancora presto“.
link articolo la stampa
TORINO
Anche i professori del Dams erano stupiti quando la vedevano agli esami: «Ogni tanto all’appello chiamavano il mio nome e poi si giravano a controllare che fossi davvero io» rivela Carolina Kostner, campionessa europea di pattinaggio, che quando sveste i panni dell’atleta indossa quelli di studentessa universitaria. «A Torino mi trovo bene – racconta -. E devo ringraziare il Top per l’aiuto che mi ha dato nello studio e nell’allenamento. E per avermi adottato». Proprio come testimonial del Torino Olympic Park, la Kostner ha partecipato ieri alla presentazione del calendario estivo delle attività nei siti ex Olimpici.
Carolina tornerà in Piemonte domenica 6 luglio, in occasione del Gran galà di pattinaggio «Summer Top on ice». Sulla pista del Cotta Morandini di Torre Pellice (che rimarrà aperta tutta l’estate), si esibiranno, oltre a lei, anche il campione italiano Samuel Contesti, il duo olimpico Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, oltre a una nutrita selezione di pattinatori internazionali, come il belga Kevin Van Der Perren e l’inglese Jenna Mc Crokell.
«Dopo il galà rimango a Torino per dare gli esami di filosofia e inglese, poi torno ad allenarmi: un mese ad Oberstdorf in Germania e un mese tra Svezia e Norvegia. Poi spero che il mio allenatore mi conceda qualche giorno di vacanza, anche se abbiamo programmato la prima gara ufficiale all’inizio di settembre. Il mio obiettivo? Confermare l’oro europeo e, perché no, puntare a una medaglia ai Mondiali». I biglietti per il Galà, che vanno dai 15 ai 25 euro, si possono acquistati on-line sul sito www.torinolympicpark.org. Parte del ricavato sarà devoluto agli alluvionati della Val Pellice.
Ma non c’è solo il pattinaggio nel calendario estivo di Top. «L’obiettivo è dare continuità alle attività invernali, allietare i turisti e aumentare le visibilità delle nostre vallate», spiega Tiziana Nasi, presidente di Top. A margine del congresso mondiale degli architetti, si svolgerà, dal 3 al 5 luglio al Palavela, un forum internazionale su «Impianti sportivi per grandi eventi e qualità urbana».
Sul trampolino di salto, a Pragelato, il 4 e il 5 agosto si terrà un gran prix internazionale; l’impianto sarà aperto tutta l’estate ai visitatori con l’offerta del «tubing», sorta di ciambelloni per provare il brivido della velocità sulla pista di erba sintetica. Anche la pista di bob di Cesana offre iniziative per il grande pubblico: si può viaggiare sulla struttura che ha visto i trionfi di Armin Zoeggeler in «taxi bob», condotti ai 100 all’ora da atleti-piloti, e in «bob kart», guidati dai visitatori. Inoltre, i siti ex Olimpici sono stati allestiti con totem e portali che ricordano il «look» dei Giochi, e a Pragelato e Cesana sono stati costruiti spazi «memorabilia» con cimeli di Torino 2006.
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link articolo L’Espresso
Per due mesi ha sfrecciato veloce, quasi in incognito, per i grandi viali della nostra città sui pattini (quelli a rotelle, da skate, non quelli su ghiaccio ovviamente) per andare ad allenarsi e all´università. Tornerà a farlo nei prossimi mesi, compatibilmente con l´attività agonistica. Perché Torino è diventata la seconda città di Carolina Kostner, campionessa europea di pattinaggio artistico e testimonial di punta del Top, la fondazione postolimpica.
I pattini sono anche il suo mezzo di locomozione preferito?
«È il modo più veloce per muoversi in città. Uso le piste per le biciclette, ma in centro giro anche sotto i portici».
E i torinesi la riconoscono?
«Beh, vado in giro piuttosto intabarrata anche perché tra la pioggia e il freddo in questi due mesi non è che si potesse fare diversamente. Però ai semafori qualcuno mi saluta. Dove mi riconoscono sempre è nei locali, la sera».
Quindi a Torino lei è riuscita anche a fare un po´ di vita notturna?
«Più che notturna, serale: mi piace andare in giro a prendere un aperitivo con gli amici che ho conosciuto all´università e poi magari andare a mangiare qualcosa insieme, un pizza o altro. Però poi sono stanca e rientro a casa presto».
La sua giornata tipo a Torino in questi mesi com´è stata?
«Studio e allenamento. Lo studio prima di tutto, ero a Torino per questo, così ho passato le giornate sui libri. Andavo avanti fino a quando resistevo, così poi mi veniva voglia di fare movimento fisico».
In quale palazzetto si è allenata?
«Niente ghiaccio in questo periodo, sono i mesi in cui si fa la preparazione fisica, molto in acqua, in piscina e poi in palestra. È fondamentale, la base per tutto il resto».
E lo studio, va bene come lo sport?
«Sono iscritta al Dams, mi piace. Ho già dato tre esami, storia, la prima parte di filosofia e la prima parte di inglese».
Voti buoni?
«Un 27, un 29 e un 30, per adesso sono soddisfatta. Avevo un po´ di paura anche perché non era sicura di riuscire a esprimermi bene. Invece è stato tutto molto più facile, i professori sono stati molto bravi anche se quando mi sono presentata agli esami qualcuno mi ha chiesto se ero proprio “quella” Kostner. Il mio fisioterapista adesso mi prende in giro perché dice che parlo anche italiano molto più spedita».
Altri esami in programma?
«Ne ho fissati due, l´8 e il 9 luglio dopo il galà di Torre Pellice. Poi spero di darne altri tre a settembre, prima dell´inizio della stagione delle gare. Così sarei in corso».
È difficile conciliare studio e sport?
«Per ora ce la faccio. La difficoltà più grande è quella che posso frequentare poco le lezioni e soprattutto rischio di non sapere se rimandano un appello e così via. Per fortuna ho trovato delle amiche che mi tengono informata su tutto».
Dopo questi due mesi cosa pensa di Torino?
«È una città bellissima, ci sto molto bene, ho conosciuto un sacco di gente simpatica. Me ne ero già innamorata durante le Olimpiadi».
Che però non erano andate benissimo.
«Sì, ma mi è servito anche quello, adesso ho imparato a gestire meglio la pressione della gara».
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